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Un ulteriore risultato della attività di ricerca portata avanti dall’Istituto, questa volta con il contributo di Italferr S.p.A. – Unità Operativa Ambiente ed Archeologia, si è concretizzato nella definizione di una metodologia per la sostenibilità ambientale delle infrastrutture ferroviarie.

Italferr IRIDELa ricerca ha preso origine, oltre che nell’approccio di cui è portatore l’Istituto, dalla cogente necessità prospettata dal nuovo Regolamento di esecuzione ed attuazionenormativo (DPR 207/2010) di attuazione del cosiddetto “Codice degli appalti”, il quale all’articolo 15 comma 1 stabilisce che «la progettazione è informata a principi di sostenibilità ambientale».

Il rispondere a tale dettato normativo significa affrontare la duplice sfida insita nell’adottare i principi della sostenibilità ambientale, prima, come criterio e, poi, quale parametro numerico di controllo nella progettazione di una infrastruttura ferroviaria.

I quasi 70 indicatori che compongono la metodologia sviluppata costituiscono pertanto non solo la sintesi ragionata dei principi di sostenibilità fissati dai più alti riferimenti disciplinari elaborati a livello comunitario e nazionale, quali i 10 criteri di sostenibilità dell’Unione Europea o la Strategia di Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile, quanto anche la loro traduzione in termini quantitativi, offrendo così la concreta possibilità di misurare il livello con il quale il progetto soddisfa i principi di sostenibilità ambientale.

Infrastrutture ferroviarie IRIDEIl valore aggiunto della ricerca condotta si sostanzia quindi nell’aver tracciato un percorso di lavoro attraverso il quale dare attuazione al dettato normativo fissato dal Regolamento di attuazione del Codice degli appalti non attraverso generiche affermazioni di tipo qualitativo, bensì mediante un composito quadro di indicatori numerici, la cui articolazione da conto della pluralità delle tematiche e degli aspetti presi in considerazione.

La metodologia elaborata costituisce, in buona sostanza, uno strumento di lavoro attraverso il quale giungere ad un vero e proprio “bilancio ambientale” dell’opera in progetto, il quale, prendendone in esame l’intero ciclo di vita e valutandone non solo gli effetti negativi quanto anche quelli positivi, costituisce un’effettiva proposta di superamento della logica della compatibilità ambientale in favore del primato di quella della ecosostenibilità.

Muovendo dal positivo riscontro che la ricerca ora descritta ha conseguito in occasione della sua presentazione nel corso della giornata di studio organizzata da Italferr ed IRIDE il 12 Maggio 2011, l’Istituto ha di recente affrontato una nuova sfida al fianco di ANAS S.p.A.: declinare la metodologia elaborata nel caso di studio delle infrastrutture stradali.

Si tratta di una nuova avventura che, sebbene rivesta elementi di analogia con quella già condotta, presenta questioni del tutto differenti da quelle affrontate in ragione della profonda diversità intercorrente tra le due citate tipologie di infrastrutture lineari, le quali richiedono pertanto un rinnovato impegno.