I monitoraggi ambientali di un Piano/programma o di un’opera, alla luce delle modifiche introdotte dal Decreto Ambiente, rivestono un ruolo centrale all’interno dei processi e delle procedure di valutazione ambientale.

Le ragioni di tale centralità risiedono in due aspetti:

  • tecnico, essendo i monitoraggi lo strumento di controllo della reale entità degli effetti determinati dalla attuazione di un Piano o programma, o dalla realizzazione ed esercizio di un’opera.
  • procedurale, costituendo l’esito delle attività di monitoraggio la base del quadro conoscitivo dei successivi atti pianificatori/programmatici, e, nel caso della procedura VIA, la ragione di eventuale modifica del provvedimento emanato dalla Autorità competente al termine della fase di valutazione, qualora da detti esiti risultino impatti negativi ulteriori e diversi da quelli valutati.

 I monitoraggi, nella loro nuova formulazione legislativa, rappresentano una modalità di estensione della valutazione ambientale di piani, programmi ed opere al di là dell’emanazione dei provvedimenti di VAS e di VIA, e, per tale motivo, lo sviluppo dei Piani di monitoraggio costituisce un momento fondamentale.

Tale consapevolezza indirizza l’attività di IRIDE nell’elaborazione dei Piani di monitoraggio per ciascuna delle componenti ambientali previste dal DPCM 27.12.1988 e porta a centrare le specifiche tecniche rispetto alla tipologia ed all’entità dei fenomeni da indagare, nonché alle caratteristiche del contesto di lavoro.

L’attenzione verso l’intima coerenza tra specifiche ed oggetto del monitoraggio costituisce garanzia della qualità dei PMA sviluppati da IRIDE e, con essa, della loro validità anche rispetto agli esiti che potranno emergere in fase attuazione.

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