Dialoghi sulla sostenibilità – Intervista a Irene De Sapio

Negli ultimi anni la sostenibilità ha trasformato il modo di leggere il territorio e progettare le infrastrutture. Irene De Sapio evidenzia il passaggio verso un approccio integrato, basato su dati, monitoraggio e visione dinamica del rapporto tra opera e contesto.

Dialoghi sulla sostenibilità è la rubrica di IRIDE dedicata al confronto su come la sostenibilità stia cambiando il modo di progettare, gestire e valutare le infrastrutture. Attraverso il contributo di figure del mondo accademico, professionale e industriale, la rubrica mette al centro processi, strumenti e modelli di collaborazione.

In questa intervista, Irene De Sapio, specialista esperta in biodiversità e uso del suolo presso la BU Energia dell’Istituto IRIDE, riflette sui cambiamenti più significativi nel modo di analizzare il contesto e progettare le opere, tra evoluzione degli strumenti e approccio multidisciplinare.

Negli anni la sostenibilità è diventata un terreno comune di lavoro. Quali cambiamenti concreti ha osservato nel modo di affrontare i progetti rispetto a qualche anno fa?

I principali cambiamenti riguardano la visione dell’opera e gli strumenti utilizzati per analizzare il contesto.

Oggi la progettazione parte da un’analisi del territorio molto più ampia e integrata rispetto al passato. Il contesto non viene più considerato in modo settoriale, ma nella sua interezza, includendo aspetti ambientali, come vegetazione, fauna, paesaggio, idrografia, suolo e clima, insieme a componenti economiche e sociali, come le attività produttive, le ricadute occupazionali e i benefici per le comunità. Inoltre, si tiene conto della dinamicità del territorio e delle relazioni tra i diversi elementi che lo compongono.

Parallelamente, è cambiato anche il modo di intendere l’opera. Non è più vista come un elemento statico, ma come parte di un sistema in evoluzione. Viene considerato l’intero ciclo di vita, dalle fasi iniziali di realizzazione fino alla dismissione e al periodo seguente a essa. Le analisi si basano non solo su dati e informazioni, ma anche su simulazioni previsionali, che consentono di valutare i possibili cambiamenti che l’infrastruttura può generare nel contesto in cui si inserisce.

Anche gli strumenti hanno avuto un’evoluzione significativa. Alcuni, come i sistemi GIS, permettono oggi di integrare e analizzare grandi quantità di dati provenienti da ambiti diversi, mentre tecnologie come i droni hanno migliorato la capacità di osservazione diretta del territorio.

A questo si affiancano il rafforzamento delle attività di monitoraggio sul campo e una crescente disponibilità di dati territoriali, più accessibili e aggiornati, che rendono le valutazioni progettuali più complete e tempestive.

In che modo il confronto costante e la costruzione di una rete stabile di competenze possono accelerare la diffusione di buone pratiche nel settore infrastrutturale?

La realizzazione di un’opera sostenibile richiede necessariamente un approccio multidisciplinare. La complessità della sostenibilità impone di considerare contemporaneamente il dinamismo del territorio, l’evoluzione nel tempo degli elementi che compongono l’opera e il continuo progresso delle tecnologie, dei materiali e dei metodi costruttivi.

Per questo è fondamentale il confronto costante tra professionisti con competenze diverse (ingegneri, architetti, naturalisti) in grado di contribuire da prospettive complementari.

Questo scambio è alla base anche del lavoro di IRIDE, che, per struttura e visione, favorisce l’integrazione tra discipline fin dalle fasi iniziali della progettazione.

Accanto alla pratica professionale, il contributo della ricerca è essenziale per accompagnare l’evoluzione dei progetti. È il caso, ad esempio, dello sviluppo di materiali più sostenibili, delle tecniche costruttive e degli strumenti di analisi, sempre più avanzati grazie alla digitalizzazione.

La presenza di competenze aggiornate e il dialogo continuo tra ricerca e progettazione consentono di introdurre fin dall’idea iniziale le buone pratiche necessarie per realizzare opere realmente sostenibili.



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