Dialoghi sulla sostenibilità – Intervista ad Antonella Santilli

La sostenibilità entra sempre più nei processi progettuali attraverso criteri misurabili, standard condivisi e monitoraggio nel tempo. Antonella Santilli riflette sul ruolo di IRIDE nella definizione di metodologie applicabili e verificabili lungo il ciclo di vita delle opere.

Dialoghi sulla sostenibilità è la rubrica di IRIDE dedicata al confronto sui temi che stanno ridefinendo il modo di progettare, gestire e trasformare le infrastrutture. Attraverso conversazioni con figure del mondo accademico, professionale e industriale, la rubrica esplora la sostenibilità come metodo di lavoro e come processo continuo, mettendo al centro esperienze, strumenti e visioni maturate sul campo.

Antonella Santilli, Responsabile BU Strade e Aeroporti di Istituto IRIDE, affronta il tema dal punto di vista della misurabilità e della standardizzazione. Nell’intervista riflette sul ruolo della Relazione di sostenibilità del PFTE, dei CAM Strade e dei sistemi di monitoraggio nel costruire criteri sempre più omogenei e verificabili per la progettazione sostenibile.

La sostenibilità è ormai parte del DNA operativo dell’Istituto. Quali sono le priorità su cui oggi si concentra la vostra riflessione interna?
La nostra riflessione si concentra prima di tutto sulla necessità di tradurre la sostenibilità da principio teorico ad azione operativa concreta. L'entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023 ha segnato un cambio di passo decisivo: oggi la Relazione di sostenibilità dell’opera è diventata un elaborato fondamentale e obbligatorio del PFTE. Nell’ambito delle nostre attività, e in particolare nel settore delle infrastrutture stradali, abbiamo affrontato questa evoluzione definendo un metodo operativo capace di indirizzare i progettisti e affiancare i soggetti proponenti fin dalle prime fasi della progettazione.
La priorità è evitare che i principi di sostenibilità vengano integrati a valle del progetto come semplice adempimento, ma siano pensati ed elaborati durante la progettazione stessa. Lavoriamo affinché ogni opera sia integrata nel contesto territoriale e sociale in cui si inserisce.
Queste riflessioni alimentano direttamente anche le attività di Ricerca e Sviluppo. Tra le priorità attuali rientrano tavoli di lavoro dedicati alla Carbon Footprint, ai cambiamenti climatici e all’applicazione dei CAM Strade. Il nostro obiettivo è definire uno standard di analisi avanzato e replicabile, capace di integrarsi nella progettazione e negli studi ambientali a supporto delle procedure autorizzative.

Guardando al percorso dei prossimi anni, quali obiettivi ritiene fondamentali per consolidare il ruolo di IRIDE come punto di riferimento nel dialogo sulla sostenibilità infrastrutturale?
Guardando ai prossimi anni, ritengo strategico rafforzare la partecipazione a tavoli tecnici e gruppi di lavoro multidisciplinari, un percorso che abbiamo già avviato. Il confronto continuo con altri esperti del settore, in stretta sinergia con i gestori delle infrastrutture, gli enti territoriali e le istituzioni di riferimento, rappresenta il vero motore per un’evoluzione concreta degli approcci alla sostenibilità.
L'ambito principale su cui concentrare queste collaborazioni è sicuramente lo sviluppo di criteri e metodologie condivisi e standardizzati, capaci di misurare e quantificare le performance di sostenibilità in modo da renderle verificabili durante la realizzazione dell’opera e la sua gestione/manutenzione.
In sintesi, questo percorso si fonda su tre pilastri. Sinergia e collaborazione tra soggetti pubblici e privati, per condividere buone pratiche e necessità concrete legate alla progettazione sostenibile. Criteri di misura della sostenibilità e standardizzazione, per definire parametri omogenei e superare l’attuale frammentarietà. Monitoraggio e controllo dei parametri di sostenibilità, nelle fasi di realizzazione, esercizio e manutenzione dell’opera, per verificare nel tempo quanto previsto in fase progettuale e intervenire tempestivamente quando necessario.
L’obiettivo di IRIDE è consolidare il proprio ruolo non solo come operatore qualificato, ma come promotore di un linguaggio comune ed efficace per lo sviluppo di progetti infrastrutturali sostenibili.



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