I Distretti Infrastrutturali Sostenibili (DIS) entrano nel confronto istituzionale nazionale. Il prossimo 17 giugno, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato della Repubblica, si terrà il convegno "La riforma portuale e interportuale: alla ricerca di un processo pianificatorio di medio e lungo periodo", promosso dalla senatrice Giusy Versace e dall'onorevole Alessandro Colucci.
Tra i relatori del primo talk, dedicato a "Il cambio di paradigma del sistema portuale tra semplificazione e coesione", sarà presente anche Mauro Di Prete, Direttore Tecnico dell’Istituto IRIDE, che porterà all'attenzione del dibattito il tema dei Distretti Infrastrutturali Sostenibili.
Al centro dell'intervento ci sarà una domanda che rappresenta uno dei filoni di riflessione sviluppati da IRIDE negli ultimi mesi: può un porto diventare il nucleo di un Distretto Infrastrutturale Sostenibile?
Secondo IRIDE, la risposta è sì. Porti, interporti, aeroporti e altri sistemi infrastrutturali possono infatti trasformarsi in piattaforme territoriali capaci di generare sostenibilità, favorire l'integrazione tra opere e contribuire agli obiettivi di sviluppo, resilienza climatica e tutela delle risorse naturali.
La proposta nasce dal lavoro sviluppato all'interno di IRIDE Circular Lab, il percorso di ricerca e confronto promosso dall'Istituto per mettere a sistema le esperienze di gestori, progettisti, imprese, istituzioni e operatori del settore infrastrutturale. L'obiettivo è superare la logica del singolo intervento e promuovere una visione integrata delle infrastrutture come elementi capaci di generare sostenibilità territoriale, creando sinergie tra opere, soggetti e contesti diversi.
Uno dei temi centrali della riflessione riguarda il rapporto tra sostenibilità e semplificazione. La proposta sviluppata nell'ambito dei Distretti Infrastrutturali Sostenibili parte dall'idea che opere e sistemi infrastrutturali progettati secondo criteri di sostenibilità chiari e verificabili possano beneficiare di percorsi più efficaci nella fase di approvazione e gestione. L'obiettivo non è ridurre le tutele ambientali, ma valorizzare maggiormente la verifica dell'effettiva attuazione degli impegni assunti e delle prestazioni raggiunte nel tempo.
La partecipazione di IRIDE a questo confronto segna un passaggio significativo nel percorso avviato con Circular Lab. Nato come laboratorio di confronto tra operatori, gestori, progettisti e istituzioni, il progetto sta progressivamente portando le proprie riflessioni all'attenzione dei contesti in cui si discutono strategie, pianificazione e politiche per il futuro delle infrastrutture italiane.
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