Nuovo Deposito Tranviario di via Gino Severini: il contributo di IRIDE alla progettazione ambientale

Nel quadrante est di Roma nascerà un nuovo polo per il ricovero e la manutenzione della flotta tranviaria. IRIDE ha curato le attività specialistiche ambientali nell'ambito della progettazione esecutiva

Il nuovo Deposito Tranviario di via Gino Severini rappresenta un tassello importante nello sviluppo della rete di trasporto pubblico della Capitale. L’infrastruttura sorgerà nel quadrante est della città, in un’area di circa 60.000 mq situata tra via Collatina, piazzale Pino Pascali, via Gino Severini e il Centro Carni di via Palmiro Togliatti, in posizione strategica rispetto ai terminali delle linee tranviarie 5, 14 e 19. Il deposito sarà destinato al ricovero e alla manutenzione dei rotabili e avrà una capacità adeguata al supporto logistico di una flotta compresa tra 70 e 80 tram.

Il progetto è organizzato attorno a due macroaree: quella degli stalli, coperta da una struttura in acciaio sulla quale è prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici, e quella comprendente officina, portineria e locali tecnici per la manutenzione. Sono inoltre previste la rete tranviaria interna, le aree di parcheggio e il collegamento con la futura linea tranviaria di via Palmiro Togliatti.


Gli aspetti ambientali nel progetto esecutivo
All’interno del raggruppamento di progettazione, IRIDE ha sviluppato le attività specialistiche ambientali, affrontando in maniera integrata i diversi aspetti legati alla sostenibilità dell’intervento.
Uno degli ambiti principali ha riguardato la verifica del progetto rispetto ai Criteri Ambientali Minimi. L’analisi ha interessato sia gli edifici e le relative pertinenze sia le aree esterne e il verde, considerando temi quali l’inserimento naturalistico e paesaggistico, la permeabilità delle superfici, la riduzione dell’effetto isola di calore, la gestione delle acque meteoriche e il risparmio idrico, le prestazioni energetiche e acustiche, la scelta dei materiali, il disassemblaggio e la gestione ambientale del cantiere.
Accanto ai CAM, la progettazione esecutiva è stata sottoposta alla verifica del principio DNSH – Do No Significant Harm, richiesta in relazione al finanziamento PNRR dell’intervento. L’analisi ha verificato le soluzioni progettuali rispetto ai sei obiettivi ambientali previsti dalla normativa europea: mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, tutela delle risorse idriche, economia circolare, prevenzione dell’inquinamento e protezione della biodiversità e degli ecosistemi.


Materiali, cantiere e circolarità
Una parte significativa del lavoro ha riguardato la gestione delle risorse e dei materiali nelle diverse fasi dell’intervento. La documentazione sviluppata comprende il Piano preliminare di utilizzo in situ delle terre e rocce da scavo, il Piano di gestione dei rifiuti e il Piano per il disassemblaggio e la demolizione selettiva.
La verifica DNSH assume come riferimento, tra gli altri requisiti, l’avvio a recupero di almeno il 70% in peso dei rifiuti non pericolosi derivanti dalle attività di costruzione e demolizione. La gestione ambientale della fase realizzativa è stata affrontata inoltre attraverso uno specifico Piano di gestione ambientale del cantiere.

Il contributo di IRIDE ha interessato anche gli aspetti acustici e la progettazione delle opere a verde, con soluzioni rivolte all’inserimento dell’infrastruttura nel contesto urbano e alla qualità ambientale degli spazi esterni.
Per il verde, il progetto definisce le caratteristiche delle aree, le specie vegetali, le modalità di messa a dimora, i sistemi di irrigazione e gli interventi di gestione e manutenzione. L’approccio adottato integra così gli elementi ambientali nel progetto esecutivo del deposito, mettendo in relazione requisiti normativi, gestione delle risorse, organizzazione del cantiere e qualità degli spazi.

 



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